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Archive for agosto 2009

Stasera mi sono ritrovata a vagare per la blogosfera e qui e qui mi imbatto su un’interessante discussione sul Sesso Ludico, circa una “proposta” lanciata da Paolo Barnard qui.


Peccato che sul sito del sig. Barnard non possano essere lasciati i commenti, sarebbe stato interessante leggere in maniera lineare i vari interventi, piuttosto che saltellare da un blog all’altro. Riassumendo si chiede alle donne di innescare una rivoluzione, di iniziare a far Sesso Ludico. La definizione data da Barnard è la seguente:

Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa, senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì.

Questa definizione mi ha fatto venire in mente il primo episodio di Sex and the City, “le donne, il sesso e gli uomini”, dove la protagonista fa alcune ricerche sul fare sesso come gli uomini, cioè senza sentimento.

Io ho fatto “Sesso Ludico” in passato e molte donne che conosco lo fanno regolarmente, almeno fino a che non si innamorano ed il gioco finisce. Uno degli svantaggi è proprio questo: le donne spesso si innamorano delle persone con cui scopano e questo porta spesso ad inevitabili catastrofi.
Gli uomini sono programmati geneticamente per inseminare? Le donne sono programmate a livello emotivo per innamorarsi, invaghirsi, sognare. Perchè, non ce lo dimentichiamo abbiamo alle spalle l’archetipo del principe azzurro, e questo virus, anche dopo secoli di emancipazione, pari opportunità, ecc, non è ancora debellato.
Ecco perchè molte donne non fanno sesso ludico: per non farsi del male.

Le trentenni di oggi hanno imparato a fatica l’amore ed il sesso mordi e fuggi, ma le ventenni oramai lo praticano senza problemi. Che poi ci voglia un piccolo sforzo da parte degli uomini, ogni tanto, per tenersele queste ventenni, non mi sembra così faticoso: basta dimostrare che nonostante sia Sesso e basta, sia Divertimento e Basta, lei, quella che “te la da” è bellissima e tu pensi sia straordinaria. Nulla più. Mica tanto difficile. Per concludere, sesso ludico, c’è chi lo fa per un periodo, c’è chi non lo farà mai, c’è chi lo pratica spesso, ma non credo risolva il problema della domanda e dell’offerta, della pornografia,ecc…
Però una domanda mi sorge spontanea… se una donna, dopo l’estenuante e faticoso rito del corteggiamento risolve il tutto con un’alzata di spalle o con un “non mi stressare” non sarà perchè semplicemente non le piaci? E che quindi non vedrebbe così gradevole e ludico spassarsela con l’uomo in questione? Così, semplicemente, senza tirarsela?

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Questo è l’anno delle partenze, partenze più o meno lunghe, più o meno definitive. C’è chi parte per un sogno d’amore, c’è chi parte per sogni di gloria, c’è chi parte per vacanze camuffate da esperienza e chi parte per avere, almeno una volta nella vita, una possibilità.

Tutti dovrebbero avere una possibilità, una possibilità d’amare, di sognare, di guadagnare, di vivere la vita secondo i propri schemi o secondo i canoni che ci vengono imposti.

Ebbene io vivo in una città dove di possibilità non se ne ricevono tante, nemmeno la prima, figuriamoci una seconda. Sono davvero fortunati quelli che possono rivendicare una seconda possibilità, qui resta solo il suono delle campane.

Questa è una terra maledetta, che tanto fa per respingerti, ma che poi ti punge il cuore quando le sei troppo lontano. E’ come se nelle vene scorresse il sale del suo mare e sulla pelle restasse per sempre il riflesso del suo sole. Io la odio questa città, e non la odio perchè viverci è così difficile, non la odio per i suoi angoli oscuri e per i suoi punti di vista distorti, la odio perchè mi sta portando via le persone che amo. Che io resisto grazie al sostegno di qualcun’altro, ma mi sento sempre più sola e triste.

Mi sveglio la mattina pensando che un altro pezzo del mio puzzle si è perso, che le persone vanno via per poter sopravvivere,

vanno via per potersi permettere una vita almeno al minimo sindacale,

vanno via per avere una possibilità.

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Io me lo ricordo quando ad Agosto la città era deserta, mi ricordo quando il traffico andava in vacanza e per trovare una pizzeria aperta bisognava girare parecchio. Quando si decideva di uscire di sera per approfittare della frescura, sembrava di camminare in una di quelle città fantasma dei film western di mio nonno.

E adesso? E adesso sembra che tutti vadano in vacanza solo tramite gli stati di facebook, tutti ad annunicare fatiche di preparazione di valigie, i-pod da aggiornare e felicità per l’avvicinarsi delle tante sospirate ferie. Ma che poi dopo quattro giorni sono di nuovo qua. E poi? E poi via con gli aggiornamenti tramite cellulare, via con le foto caricate in tempo reale, via con gli internet point.

Ma quand’è che abbiamo dimenticato come si fa a stare in vacanza?

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Presents for your Pleasure

pleasure

non si può proprio volere altro,

sì l’essenziale è essenzialmente questo.

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